Visualizzazione post con etichetta progettazione elettrica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta progettazione elettrica. Mostra tutti i post

venerdì 25 maggio 2018

La compatibilità elettromagnetica e il Route Cable






Dettaglio di una ns. apparecchiatura che ha superato i test EMC

Realizzare un bel cablaggio da vedere è sempre importante, ma è bene ricordare che ogni dispositivo finito, o combinazione di dispositivi finiti, commercializzato come unità funzionale indipendente, destinato all'utente finale, genera perturbazioni elettromagnetiche che possono perfino essere subite dal dispositivo stesso, durante il funzionamento.
Per gli effetti perturbativi sopra esposti è fondamentale fare uno studio delle cosìdette "Noise Zone".
Per una corretta riduzione dei disturbi durante il funzionamento della macchina, il primo passo in direzione della Direttiva EMC 2014/30/UE è quello di suddividere un quadro in "Clean Wireway" e "Dirty Wireway". 

venerdì 21 luglio 2017

Come commercializzare le macchine industriali in Europa

"Control Panel World Conference" - 2015

Un breve video estratto dal nostro discorso in Giappone incentrato principalmente sulla sicurezza delle macchine ed i trend europei.
Visto l'interesse suscitato saremo presenti come Guest Speakers alla seconda edizione della "Conferenza internazionale sui quadri elettrici" che si terrà questo fine Ottobre a Yokohama e Nagoya.

La locandina 2017

lunedì 1 maggio 2017

Quadri elettrici - Risparmiare lo spazio interno


Una riduzione di spazio da noi realizzata in una apparecchiatura elettrica


I costruttori di macchine automatizzate hanno spesso esigenza di ridurre le dimensioni degli armadi elettrici a vantaggio dei costi di costruzione, di alloggiamento e trasporto.
Le più importanti case costruttrici di componentistica per l'automazione hanno messo in commercio, in questi anni, alcune soluzioni che permettono di risolvere le esigenze dimensionali della moderna automazione.
Nella foto, estrapolata del nostro discorso del 2015 alla Control Panel World Conference, è possibile vedere come, attraverso una nostra accurata progettazione, sia possibile salvaguardare gli spazi interni della cabina elettrica di circa il 35% e risparmiare.

Alte info le puoi avere andando sil nostro sito internet www.franzosigroup.com

sabato 1 aprile 2017

Risparmio Energetico - Cosa può fare un quadro elettrico

Ethernet connection - Industry 4.0

Il ruolo del quadro elettrico è di distribuire l'energia elettrica garantendo al contempo la sicurezza delle persone e delle cose ma, una volta messo in servizio, viene monitorato raramente. Per questa ragione i dati energetici sono disponibili localmente sul fronte quadro. Ciò comporta maggiori costi e nessuna informazione chiara in caso di analisi tecnico-professionali.
E' invece possibile pensare al quadro elettrico di distribuzione come un componente attivo dell'impianto elettrico. Attraverso di esso passano infatti le informazioni fondamentali per la gestione energetica dell'impianto:
  • le regolazioni dei dispositivi di protezione
  • il tipo di guasto che ha causato lo sgancio del dispositivo
  • lo stato dell'installazione prima del fuori servzio
  • la gestione automatica di un distacco-riattacco carichi
  • le misure delle energie e delle potenze
Queste caratteristiche ci permettono di far evolvere il nostro quadro di bassa tensione in un quadro per il controllo e la gestione dell'energia a servizio dell'efficienza dell'impianto.
La rete Ethernet rappresenta oggi il mezzo più adatto per il trasferimento di queste informazioni tra sistemi di distribuzione elettrica e gestirle poi attraverso touchscreen, tablet o smartphone.
Connettere quindi un quadro su una rete IP è ormai un elemento chiave dell'evoluzione della gestione energetica e della sua manutenzione preventiva, perchè esso entra a far parte della cosìdetta "Internet of things" dell'Indusria 4.0.

Per avere chiarimenti sul risparmio energetico contatta il nostro Ufficio Tecnico Professionale di Saronno

venerdì 1 luglio 2016

Portata dei cavi - Equipaggiamento elettrico delle macchine


Wires Ampacity in a Control Panel

La portata di un cavo dipende dalla sezione del conduttore e dalla natura dell'isolamento, in genere PVC o gomma EPR-XLPE.
La portata (termica) di un cavo è la massima corrente che il cavo può portare per avere una durata di vita appropriata, convenzionalmente stabilita dalle norme.
La temperatura che assume il cavo percorso da una corrente, pari alla sua portata, è denominata temperatura massima di esercizio (o di funzionamento) ed è a 70°C per il PVC,
90°C per la gomma ERP-XLPE, 180°C per la gomma siliconica.

La portata è influenzata dalle condizioni di posa, che influiscono sullo scambio termico, con l'ambiente circostante e non cresce linearmente con la sezione.
La tabella CEI UNEL 35024/1 è un utile strumento per il progettista dell'equipaggiamento elettrico delle macchine per desumere la portata di un cavo.

Un cavo a posa fissa, che porti continuativamente una corrente pari alla sua portata, ha una durata di vita di circa venti-anni (vengono compromesse soprattutto le caratteristiche meccaniche dell'isolante).
Considerando che il cavo non è solitamente percorso costantemente dalla corrente massima ammissibile, la sua durata spesso supera quella della macchina.

Ricordiamo infine che per il mercato Nord Americano le sezioni sono espresse in AWG (American Wire Gauge), un numero convenzinale o calibro.

La nostra azienda è specializzata nella realizzazione di quadri bordo macchina destinati agli USA e CANADA.

Per ulteriori informazioni sull'equipaggiamento elettrico delle macchine destinati al mercato Nord Americano visita la sezione dedicata alle norme CSA/UL

domenica 1 maggio 2016

Efficienza energetica - Il nuovo rifasamento


Un quadro elettrico per il rifasamento automatico


Un utilizzatore con basso fattore di potenza, detto cosfi, (ossia il coseno dell’angolo di sfasamento tra tensione e corrente), richiede alla rete di distribuzione elettrica più potenza apparente (quindi più corrente), poichè parte della potenza apparente, detta potenza reattiva induttiva (Q), è utilizzata per eccitare i circuiti magnetici; quindi non può essere utilizzata per svolgere un lavoro.
Per evitare oneri relativi al sovradimensionamento, fino al 2015, i distributori di energia elettrica prevedevano l’applicazione di penali se il fattore di potenza medio mensile fosse stato inferiore a 0,9.

Dal 1 gennaio 2016 il DL 102/2014 ha aumentato il valore di cosfi a 0,95.

Rifasare significa pertanto “portare” il  fattore di potenza ad un valore superione a 0,95 ma inferiore a 1, al fine di non veder applicata in fattura alcuna penale.

Per capire se sia necessario rifasare un impianto elettrico esistono diversi metodi, quali ad esempio:
  • la lettura della fattura di energia elettrica, ma con la nuova bolletta ciò è più difficoltoso.
  • eseguire delle operazioni di calcolo per determinare il cosfi attraverso la lettura dei valori potenza attiva, di energia attiva ed energia reattiva, misurata dai contatori dell’ente.
  • Usare delle idonee strumentazioni ed avviare delle campagne di rilevazione dati sull'impianto.

In caso di rifasamento, la soluzione consigliabile è quella di adottare una macchina automatica per il rifasamento, come quella in fotografia, e determinare il tipo di rifasamento più adatto: centralizzato, distribuito o per gruppi.

Il nostro Studio professionale è a disposizione per ulteriori chiarimenti.
 

martedì 1 marzo 2016

Risparmio Energetico - Come incrementare l'efficienza energetica


Energy Saving with our Energy Manager


Il Decreto N.102 DEL 04/07/2014 ha imposto l’obbligo di Diagnosi Energetica entro il 5 Dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni alle Imprese Energivore, cioè quelle che hanno consumi
di energia elettrica > di 2,4 GWh/anno, con rapporto tra spesa elettrica e fatturato > 2% e che godono di agevolazioni sulle tariffe elettriche (sono esenti aziende che si siano già dotate di un sistema di gestione conforme EMAS o alla Norma ISO 50001); anche alle Grandi Imprese, ovvero quelle con più di 250 dipendenti o il cui fatturato annuo è > di € 50 Mio.

Attraverso i seguenti riferimenti normativi:

- UNI CEI EN ISO 50001: Sistemi di gestione dell’energia Requisiti e linee guida per l’uso
- UNI CEI EN 16247-1:2012: Diagnosi Energetica

è possibile applicare dei metodi appropriati per rispondere agli abblighi di legge.

Un approccio scorretto è infatti quello di ridurre il livello produttivo (quindi i consumi) o di un servizio, per incrementare l'efficienza energetica. Un semplice consiglio è quello di  non imporvi dei sacrifici ma di ridurre i vostri consumi inutili.
E' possibile risparmiare energia mantenendo lo stesso livello produttivo e ottimizzare i consumi.
A questo proposito vi invitiamo a contattare il nostro Energy Manager per eseguire una diagnosi energetica attraverso una messa a punto della struttura energetica aziendale.

lunedì 1 febbraio 2016

Sicurezza elettrica: folgorazione da elettrodomestico

Immagine a puro scopo dimostativo della dinamica dell'incidente.


Un progetto accurato di un impianto elettrico, con gli opportuni dimensionamenti, tarature, scelte critiche, ma anche una corretta installazione dei componenti e dei circuiti elettrici sono alla base della sicurezza elettrica. Portiamo purtroppo testimonianza di decesso a causa da una cattiva installazione e/o progettazione di un impianto elettrico presso una piccola impresa.

Nell'apposito stanzino adibito alla pausa lavoro dei dipendenti, un'operaia dopo aver finito di lavare i piatti del suo pranzo, tocca contemporaneamente con una mano il rubinetto del lavello per chiuderlo e con l'altra mano apre il portello del forno a gas: folgorata!

Se sull'impianto elettrico fosse stato installato l'interruttore differenziale (il "salvavita") nulla sarebbe accaduto.
Infatti esistono ancora impianti industriali (e domestici) senza le protezioni elettriche basilari; con una spesa di 80 euro si salva una vita!
Ma non basta solo installare il "salvavita" nell'impianto!
Nel caso specifico è necessario anche collegare la "terra" alla presa alla quale è stata alimentata la cucina a gas.

La corrente elettrica è invisibile e per questo molte volte è sottovalutata.
Come ogni cosa che può portare alla morte va gestita con cura e da seri professionisti.

Per altre informazioni visistate il nostro:Studio Tecnico Professionale

mercoledì 1 luglio 2015

ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA: Leggi e Norme di riferimento




L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria per Legge in tutti i luoghi di lavoro e necessita di controlli periodici al pari dei sistemi antincendio, o degli impianti termoidraulici, per i quali elargiamo periodicamente un corrispettivo per la loro mautenzione (es. controllo caldaia o estintore).

Ci pare opportuno elencare di seguito le disposizioni e le norme più rilevanti, in quanto la loro installazione e sopratutto la manutenzione è spesso trascurata.

Disposizioni legislative per l'illuminazione di sicurezza:
  • D.Lgs 81/08 e successive modifiche con D.Lgs 106/09
- Art. 46, Prevenzione Incendi - richiamo al DM 10 marzo 1998.
- Art. 63, Requisiti di salute e di sicurezza - comma 1) - allegato IV comma 1.5
  • DM 10 marzo 1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.
 - Allegato III - 3.12 - Segnaletica indicante le vie di uscita
Le vie di uscita e le uscite di piano devono essere chiaramente indicate tramite
segnaletica conforme alla vigente normativa.

- Allegato III - 3.13 - Illuminazione delle vie di uscita
Tutte le vie di uscita, inclusi anche i percorsi esterni, devono essere adeguatamente illuminati per consentire la loro percorribilità in sicurezza fino all'uscita su luogo sicuro. Nelle aree prive di illuminazione naturale od utilizzate in assenza di illuminazione naturale, deve essere previsto un sistema di illuminazione di sicurezza con inserimento automatico in caso di interruzione dell'alimentazione di rete.

Disposizioni legislative per le Verifiche Periodiche:
  • D.Lgs 81/08 e successive modifiche con D.Lgs 106/09
- Art. 15
z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformita‘ alla indicazione dei fabbricanti.
- Art. 64
e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all'eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento.
- Art. 80
Obblighi del datore di Lavoro:
- 3bis. Il datore di lavoro prende altresì le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.
- Art. 86
1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinche' gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
3. Verifiche e Controlli. L'esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell'autorita' di vigilanza.

  • DM 10 marzo 1998
- Art. 4. Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio:
Gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio sono effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o europei o, in assenza di dette norme di buona tecnica, delle istruzioni fornite dal fabbricante e/o dall'installatore.
  • DM del 19 agosto 1996 – “approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo"
- Allegato 18 Gestione della sicurezza:
18.1 Generalità
18.6 Registro della sicurezza antincendio.
 
Norme tecniche di riferimento:
  • CEI 64-8 - parte 7 - Ambienti ed applicazioni particolari – “impianti elettrici nei locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento” - Cap. 752.6, verifiche e prescrizioni dell’esercizio.
  • CEI EN 50172:2006 Sistemi di illuminazione di emergenza, controlli periodici, definizioni delle periodicità, per mantenere in efficienza l’impianto e delle registrazioni di tali controlli (Log Book).
  • CEI UNI 11222:2013 specifica le procedure per effettuare le verifiche e la manutenzione periodica degli impianti per l’illuminazione di sicurezza degli edifici, costituiti da apparecchi per illuminazione di emergenza, sia di tipo autonomo sia ad alimentazione centralizzata e di altri eventuali componenti utilizzati nei sistemi, al fine di garantire l’efficienza operativa.

Per saperne di più è a disposizione il nostro Ufficio Elettrotecnico Professionale.



venerdì 5 settembre 2014

VERIFICHE DI PROGETTO - Norma quadri EN61439-1


Si assiste ormai sempre piu' spesso ad una semplice replica della schemistica elettrica e conseguente decadimento della professionalita'.
La norma quadri EN 61439-1 presenta pertanto una importante novita': le verifiche di progetto. Vengono eseguite su un quadro (prototipo) per dimostrare che il progetto soddisfa la norma applicabile.
Le verifiche di progetto possono essere superate effettuando prove oppure valutazioni a tavolino, a loro volta distinte tra regole di progetto e calcoli (o estrapolazioni).
Inoltre esistono tutta una serie di verifiche individuali da eseguire su ogni esemplare prodotto.

Altre info sul nostro sito Progettazione elettrica